MARIO MAGRI E LE SUE SETTE SPOSE

 


Il confinato Piero Montagnani fornisce un simpatico ritratto di Mario Magri in una lettera alla fidanzata Tita. La lettera deve passare al vaglio della censura, che cancella nomi di persone e di luoghi, pertanto Montagnani non scrive il nome ma dà informazioni tali da renderlo identificabile.

Da circa un mese non ci è più permesso di fare il bagno in mare. 
Seguono cinque righe e mezzo cancellate per intervento della censura.
Approfitto delle belle giornate per andarmene sul tetto-terrazza della nostra casa a prendermi il sole, in abbigliamento quasi nudista. Stando lassù si ha l'impressione di essere su un fortino avanzato del Marocco, ai contrafforti dell'Atlante, e non mi meraviglierei se vedessi precipitare giù dalla collina una banda di feroci Tuareg. L'impressione è completata dalle pattuglie di militi armati di moschetto, che stazionano a qualche centinaio di metri e che hanno l'aspetto di avamposti. Pensare che sono qui per noi e che siamo noi che facciamo la parte dei crudeli predoni del deserto!?! Qualche giorno mi metterò addosso un lenzuolo a mo' di burnus e volgendo la faccia a Oriente comincerò ad invocare il gran profeta! Mi farò insegnare il rituale da un confinato, un ex capitano e già braccio destro di Abd-el-Krim, un tipo interessante di avventuriero che quando ti racconta le sue gesta ti fa sbellicare dal ridere. L'altro giorno, ad esempio, mi descriveva il cerimoniale dei banchetti arabi, dove sembra che il colmo dell'educazione e a testimoniare che si è gradito assai il cibo (che si appallottola con  le mani, prendendolo da un unico piatto) sia quello di fare un magnifico "rumore orale", che non si può chiamare gorgheggio, in faccia all'Anfitrione, il quale soddisfatto replica tosto sullo stesso tono ...
Segue parola cancellate dalla censura
...plautiano ti racconta poi come in un'imboscata
parola cancellata dalla censura
i suoi uomini abbiano mandato al Creatore ventimila soldati spagnoli, oppure ti descrive le scene iniziali del suo harem. Si era fatto musulmano e per seguire il costume locale aveva sposato sette mogli, di cui la più vecchia aveva tredici anni; pare anzi che abbia fatto domanda al Ministero perchè gli permetta di far venire le sue legittime spose a rallegrargli l'esilio. Non credo che gli sarà concesso, neanche lui lo crede e non si suiciderà per questo.


Piero Montagnani (1901-1976) 

La casa a cui Montagnani si riferisce è indicata nel video. Apparteneva e appartiene tuttora alla famiglia Conte; vi abita Vincenzo, proprietario del Bar Tripoli.


Piero e Tita sul terrazzo di casa. La foto è sulla copertina del libro scritto da Tita





E' una casa di costruzione recente, con vista magnifica, costituita da tre camere; il mobilio è modesto ma Piero prende accordi con un falegname per qualche integrazione. L'affitto è di 130 lireal mese; a titolo di confronto, si consideri che per i due pasti principali in mensa si spendono 3,50 lire al giorno. 
Piero non vede l'ora di sposare Tita e di accoglierla in quella che già chiama "la nostra casa".





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