Historia de l'Aragosta, di Amedeo e di Anna

 

Una delle insegne storiche di Ponza  è quella del ristorante L' Aragosta, fondato da Amedeo Guarino.


Su Amedeo, barbiere prima, ristoratore poi, si sarebbe potuto scrivere un libro e infatti l'architetto Giuliano Massari lo ha scritto. Ne "La mia aragosta" sono presenti tutti i personaggi di mezzo secolo fa e oltre, ma Amedeo domina. Era un battutista formidabile, sempre in circolazione lungo il corso, accompagnato dalla fedele cagna Diana. L'aneddoto più divertente lo riportava Ernesto Prudente: prendete le battute fulminanti di Amedeo, aggiungete le doti narrative di Ernesto, mescolate e gustatevi 'U puorco di Amedeo.


Amedeo e la sua vicina di bottega Mamena, titolare del Cafè Tripoli

Giuliano Massari (camicia gialla), Tommasino De Luca (camicia blu), Amedeo (camicia bianca), Luigi Conte (camicia sbottonata), Mamena Di Monaco

Anna Guarino, figlia di Amedeo, mi raccontò la storia del padre. 

Anna aveva una voce meravigliosa, cantava anche quando parlava e raccontava. Cantava mentre curava le sue piante, aret'u Cumannante; più di una volta le chiesi di accompagnare con una  canzone la presentazione itinerante di un libro, la passeggiata lungo la Via del Confino; Anna, molto timida, rispondeva vaga "Eh, poi vediamo, se mi sento bene, se non ho da fare...". All'orario fissato stava là,  casualmente: zappuliava le piante, dava da mangiare ai gatti e, ovviamente, cantava. Anna è morta nel 2021 ma quando passo di là non posso non ricordarla, non risentirla, non canticchiare .
"Mio padre Amedeo faceva il barbiere, aveva la puteca sul corso, vicino al Portone di Pascarella. Il lavoro inizialmente andava bene ma dopo la chiusura della colonia confinaria, dopo la guerra, di barbe da radere ne rimasero ben poche. Allora lui cedette la bottega a Biasiello ed emigrò al Nord, dove lavorò come cuoco in una mensa. Al ritorno, capì che iniziava l'era del turismo e decise di aprire una trattoria; acquistò la licenza di alimentari dai Ferraiuolo e aprì l'Aragosta. Mio padre era grande amico di tuo nonno (Michele Regine), erano come fratelli. Insieme si diedero da fare per istituire il collegamento Anzio-Ponza. L'avvocato Storoni era cliente della trattoria, mio padre gli spiegò che lui e il suo amico Michele avevano qualche idea su come far arrivare turisti a Ponza. Regine era agente della Span (la società di navigazione) e presidente della ProLoco; Storoni fissò un appuntamento col sottosegretario alla Marina Mercantile. Dopo qualche giorno si recarono al Ministero insieme al commissario prefettizio De Luca,  illustrarono l'idea, convinsero e la linea Anzio-Ponza fu istituita. Quell'anno arrivarono novemila turisti; l'anno prima si erano registrate settecento presenze."

"Anna, si narra che una volta Amedeo rifiutò un tavolo all'avvocato Agnelli." 
"Ma quando mai! Agnelli qui era di casa, figurati se mio padre non l'avrebbe riconosciuto. Ma quella volta lui non era in sala. Il panfilo attraccò, un marinaio corse a prenotare, mio marito Ciccio rispose che non c'erano tavoli liberi. Toccò al pittore Tarchetti, seduto a un altro tavolo, chiamare Ciccio e spiegargli che aveva rifiutato un tavolo ad Agnelli, nientedimeno! E Ciccio, calmo: Eh, agnelli o piecuri, se il tavolo non ci sta, non ci sta!
Amedeo Guarino e il genero Ciccio D'Arco

Oggi il ristoante L'Aragosta è gestito dai nipoti di Amedeo, figli di Anna e di Ciccio,


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